Che è dove ho iniziato a passare le giornate. A fare ecografie per la TB, naturalmente. Mi prendono per scemo mi sa, perchè mi porto dietro il pc con la musica. Quella mia, straziante al punto giusto, ma che poi mi parte a palla senza neanche chiedere, quando vedo le cose che gli altri non vedono.
Si, sono sborone e fondamentalmente cretino.
Ieri ho pensato che siccome era li primo giorno di occupazione della stanza setteee, e a colazione mi è partita lucy in the sky with diamonds, e ho scoperto che l’australopiteca prima quasi umana della storia, trovata qui in Etiopia e fintamente conservata ad Addis si chiama Lucy perchè quando scavavano c’era quella colonna sonora lì, allora le lesioni eco della TB le chiamiamo Lucy Lesions.
Dovrei dormire di più, son d’accordo.
Di significativo c’è che un paio di giorni fa mi sono fatto tagliare i capelli da Serena, la fisioterapista. Scelta estrema, ma sono come le ragazze, che devono cambiare pettinatura dopo eventi significativi, tipicamente robe brutte.
A me sono partiti i miei primi due studenti, Alessandra e Luca, e me l’aveva anche detto l’Annina che sta cosa di avere in casa per un mese della gente a cui ti affezioni e poi se ne va, è straziante. E infatti. E se ci mettete che sulla creazione del wolissoproject ho qualche responsabilità diretta, il quadro è completo nella sua tragicità.
Quindi via il panetto. Solo che la buona Serena, dichiarando che se non la fisioterapista avrebbe sicuramente fatto la parrucchiera, ha pensato di amputarmi con le forbici anche un pezzo di orecchio. Piccolo, piccolissimo, per carità. Ma è il significato del gesto che rimane. E anche il fatto che non finiva più di ridere, ha lasciato un segno indelebile. E se scopre che lo sto scrivendo a mezzo mondo mi sa che anche altre mie estremità sono in pericolo.
A parte le minchiate (per modo di dire).
Come ogni volta che muore un cane a cui si vuol bene, non è mai solo un cane. E’ una roba che se ci penso mi vien da piangere e basta, anche qui, nonostante tutte le tragedie e tutta la merda in cui stiamo. Francone una volta l’ho pure riportato a casa in braccio dalla strada per madrisio. Pesava tantissimo quel cazzone. Coi suoi desideri immotivati di fuga mi ricordava tanto me stesso. Come facevo a non volergli bene. Ultimamente aveva pure iniziato a obbedirmi e non saltarmi più addosso.
Ma che cazzo mi metto a scrivere ste cose. Non so, forse da qua si guarda a tutto il mondo da cui si viene in modo diverso, strano, e che ti fotte senza lasciarti possibilità di difesa. Sarà che tutte le energie per proteggersi sono occupate qui. L’unica è davvero piangere, porcatroia.
Vabbe, cerco di tornare in me. Per sdrammatizzare e precisare una cosa. Molti mi hanno scritto in risposta all’ultimo bollettino etiope. E ne approfitto per ringraziarvi tutti e scusarmi se le mie risposte tardano o si perdono nei corridoi vuoti della mia anima.
Sembra che la parola che più vi ha colpito sia stata “strappamutande”, detta delle foto che sto facendo in questi giorni (vedi sopra). Bene, sappiate che non solo ovviamente era un richiamo diretto alle vere origini del wolisso project, ma per una volta ammetto di non essere stato io a inventarmela quella parola lì. Come ho già anche spiegato a qualcuno in privato è stata una creazione di Dr. Volpetti, in riferimento al primo filmato del wp, il caneva movie che trovate su youtube: mostrato in chiesa per l’appunto a Caneva di Tolmezzo nel 2006, con il risultato che volavano (si, dentro la chiesa), gli indumenti intimi delle anziane del paese. Metaforicamente, sia chiaro. Lo scrivo non solo per giustificarmi in modo patetico, ma perchè nelle scorse settimane del dr. Volpetti è passato il compleanno. Di cui, come ogni anno, mi sono dimenticato. E siccome non è solo uno dei magici cinque di wolisso 2005, ma uno dei maggiori consulenti e produttori di cose strappamutande che io abbia mai conosciuto, lo abbraccio un po’ così, a modo mio, facendo outing ancora una volta insomma, e dando quel titolo lì a questo post (lui capirà). E consigliando a tutti di comprare sempre le uova dell’AIL, così può farsi anche uno shampo ogni tanto.
Infine. L’idea della settimana, che si può unire al piano bagiagi (o tuc tuc, così lollo non ti agiti): aprire un chiosco, o meglio una catena di chioschi da spiaggia, la “Bagiagi-Casimiro Sambussa International”, dove vendere sambussa come se piovesse, in tutte le versioni africane e aggiornandoli con ideazioni di cucina italiana. Se non sapete cosa sono i sambussa, cercate su internet. Io ne sono diventato dipendente. Anche se quelli che fanno qua causano, viste le lenticchie, forte aria…(questa è per ezio e per la mitica Renatina, e quindi si, sui tre puntini potete leggere tranquillamente “dal culo”). Se non sapete cosa sono i casimiri, beh non lo sapevo neanche io e su internet non so mica se lo trovate.
Questo è il piano B per diventare ricchi e trasferirsi in località tropicale dove stare sereni su una spiaggia bianca, e lontani abbastanza - faccio per dire - da quelli che ritengono di celebrare le proprie memorabili carriere eliminando anche le automediche, come se non bastasse già tutto il resto (si si, riesco a incazzarmi come una iena anche da qua). Questo se lo studio della TB non dovesse funzionare certo.
Ma non accadrà.
E i chioschi li possiamo fare lo stesso.


