sabato 16 luglio 2011

tuffi

Noto che l'ultimo post risale a più di un anno fa. non avevo più tanta voglia di scrivere si vede. E' da un po' pero che ogni tanto mi rimetto qui, fisso un po' il monitor, con la voglia di dire qualcosa, e poi niente.
Leggo diversi blog in giro, e penso, guarda che brava questa, guarda che interessante questo, e ho un po' di sconosciuti che con i loro pensieri mi tengono compagnia. 
E mi fanno venire ancora di più la voglia di tornare qui a parlare di qualcosa. 
Perchè poi tra l'altro - e qui c'è una delle cose che capisco meno di me  - scrivere è una cosa che mi è sempre venuta abbastanza bene, che mi ha spesso fatto stare bene, e che in definitiva mi piace proprio fare. E però son diventato di quelli che fissano la pagina bianca, e poi dopo un po' chiudono il quaderno e spariscono davanti a se stessi pur di non saltare in quella specie di vuoto per vedere cosa c'è dentro.
Però la scorsa settimana ho fatto un tuffo da quasi dieci metri, mai fatto prima, questione di traumi infantili. E ho preso una culata pazzesca, e l'acqua son sicuro che mi è entrata nel cervello, e il volo è durato letteralmente un'eternità. Però l'ho fatto, così di colpo, senza preavviso e senza premeditazione. E giuro che non me lo riesco a spiegare.
Così come non mi spiego certe attese apatiche a cui concedo un tempo e una dedizione strazianti. Per qualsiasi cosa, in ogni ambito della mia vita. Attese lunghissime e inutili a cui seguono scarti improvvisi e imprevisti, iperproduttività, ipertiroidismo, raffiche di vita, deviazioni inspiegabili. Come vedere uno sugli scogli che si butta giù mentre passi di lì per caso, e senza un perchè togliersi la maglietta e tuffarsi senza quasi interrompere la passeggiata. 
Non sono mica tanto felice però. Sospetto ogni tanto che questi scatti siano come  le codate di una balena spiaggiata, e che in definitiva possano avere la loro stessa utilità.
Vorrei sempre essere altrove, non faccio una ferrata da troppo tempo, non sono riuscito ancora a comprarmi tutta l'attrezzatura da sci alpinismo, non ho ancora ripreso la bici da corsa, vivo e resto appassionatamente a udine, che non sopporto più, questo va detto, sogno luoghi e persone senza fare nulla per raggiungerli, cedo in continuazione, per paura pigrizia e debolezza, la mia libertà, pur sapendo che non esiste nulla di maggior valore.
Tutto questo non me lo riesco a spiegare. 
E sono io. 
Bisognerà tuffarsi di nuovo, e al più presto, altrochè.

1 commento:

  1. Accidenti...non so se va bene...mi rivedo un po' in queste parole...mmmmmh, stefano come ne sei uscito?
    Lisa

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