lunedì 25 gennaio 2010

Sono uno straniero e un giorno me ne andrò


Marino e il Sant’Orsola/2

Questo qui sopra è un link a un post del blog di ivan scalfarotto, vice presidente del PD. Una riflessione a partire dalla questione nomina di marino a bologna.
E' un po' buonista e leggermente ipocrita secondo me, ma dice cose significative a prescindere dal caso specifico.
Tanto più che è un discorso che descrive bene fenomeni anche lontani tra loro, vedi l'arbitraggio di inter-milan di ieri sera o i concorsi per le scuole di specializzazione mediche...vabbeh, questo ultimo esempio non è proprio a caso, si capisce, ma il nocciolo è sempre lì.
Però poi viene un po' da chiedersi: io burattino, cosa devo farci? E' davvero realistico pensare di attenersi a certe regole misteriose per sperare un giorno di poterle cambiare?
Faccio un esempio ai limiti della realtà: non vi suonano amare le parole di Mourinho di ieri sera (con tutti i limiti e anche qui con l'ipocrisia del caso, mi rendo conto) che per descrivere il "brutto odore" che gli lasciano partite come quelle di ieri e più in generale il campionato italiano dice: "Io sono straniero, il campionato è vostro, un giorno me ne andrò e il campionato resterà. È un problema vostro, non mio"?
Tolti anche Mourinho e il campionato italiano con i loro milioni di euro, ma in quali campi, onestamente, non potremmo sentirci dire la stessa cosa?
E ci va bene così?


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