lunedì 10 ottobre 2011

Notte/2

C'è silenzio. C'è un telefono che può squillare in  qualsiasi momento. C'è la notte fuori, con un po' di lampioni, e nient'altro. Il solito, insomma. Ho ribadito ieri, guardando le montagne così vicine, con l'aria sottilissima di ottobre che c'è, che non ho voglia di passare qui la mia vita. Anche se quelle montagne lì, le adoro, letteralmente. Non che sia un concetto nuovo.
Deve essere perchè l'altra sera siamo stati a giocare a calcetto accanto al campo dove ho iniziato a giocare, e dove giocavo, da bambino. A colugna. Almeno dieci anni che non ci andavo, in quel posto lì, forse anche di più. Bei ricordi, peraltro. Ma la sensazione è stata quella di tornare lì, perchè in fondo non sono mai stato capace di andarmene.
E colugna, e quel campo, sono un po' come il flauto traverso: una roba che non ho mai sentito davvero mia. Io non appartengo a quel luogo, lui non appartiene a me, e amen che son svariati anni della mia vita, ma è così, basta esser chiari, nessun rancore.

Eppure ci son tornato a giocare, un po' per caso, un po' perchè vivo di nuovo lì. Tutto si ripete, come le malinconie, gli errori, le battute, i pensieri, le domande, le notti. Una banalità senza senso, davvero. Con tutto quello che ci sarebbe da vivere là fuori, la gran parte della mia vita la passo e la passerò a ripetere le stesse identiche cose, a incazzarmi per gli stessi motivi, a sognare le stesse cazzate, a vivere le stesse gioie e piangere per gli stessi rimpianti, a scrivere con lo stesso tono da simpatico coglione e avanti così. Una prevedibilità a tratti sconsolante mi pare.
Però, per esempio, volevo scrivere di tutt'altro in questo post: dell'altra sera quando, in preda a una trance diciamo alcolica, ero di nuovo nel mio primo viaggio in Etiopia, ed avevo addosso una felicità così bella da piangerci su, di quella che passa per malinconia perchè non ci son altre parole buone per dirla. Forse allora c'è ancora speranza: se deraglio quando scrivo senza neanche rendermene conto, se faccio lo stesso quando parlo - e quando ascolto, lo so - allora speranze di deviazioni e ripartenze forse ci sono anche per tutto il resto, in fondo.
Non lo so, speriamo.

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